TEMPERA: REPORTAGE DAL PAESE FANTASMA
Foto:Andrea Mancini
“Cosa vi devo dire. Non c’è più niente da dire. La vedete con i vostri occhi la situazione”. Non ha voglia di parlare il signor Luciano, abitante di Tempera, uno dei tanti paesi del comune dell’Aquila colpiti duramente dal terremoto e rimasti abbandonati e distrutti.
Qui, il 6 aprile 2009, sono morte 8 persone: Dario, Adalgisa ,Guido, Carmine, Tommaso, Giannina, Serafina e Armando.
Come in altre frazioni o piccoli comuni dell’Aquilano, gli abitanti di Tempera, ora, alloggiano nei Moduli Abitativi Provvisori (M.A.P.) poco distanti dal paese e ogni giorno guardano le macerie e i loro luoghi oramai vuoti e silenziosi.
Tempera è uno dei tanti “ghost village”. Case aperte, le solite transenne con il solito cartello “Zona Rossa Pericolo” e poi calcinacci, mattoni e vecchie foto, valigie, ricordi e silenzio. Guardando le facciate di alcune case sembra che non sia successo nulla, ma non è così. Manifesti che portano la data di settembre 2009, cartelloni natalizi sulle porte delle abitazioni e nessuno in giro per i vicoli dai nomi evocativi “Piazza dei cantori”, “Vico dei conigli”, “Via delle Vecchie”.
In uno dei due bar aperti del paese, ai margini della zona rossa, la vita sembra quella di sempre.
La proprietaria del bar, però, non ha voglia di parlare “Sono stanca, non fatemi dire niente”.
di Francesco Paolucci









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